Fuga dalla realtà: una moda o un bisogno?

4 04 2008

Il titolo dell’articolo è la traccia di un tema che mi è stato affibiato per le vacanze pasquali , e dato il mio ateismo mi sono permesso di impegnarmi nell’elaborarlo, ed ho deciso di riflettere sull’ “Uso e abuso della realtà virtuale”.

“Che vuol dire reale, dammi una definizione di reale? Se ti riferisci a quello che percepiamo, guardiamo, odoriamo, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello” questa battuta di un dialogo è stata estrapolata dalla prima pellicola, della trilogia creata dalla mente geniale dei fratelli Wachowski, Matrix. Lo scambio di battute avviene all’inizio del film quando Morpheus mette al corrente Neo della reale situazione della terra, ma postagli la domanda Neo non riesce a trovare le parole per controbattere e dare la definizione di reale. Aprendo un qualsiasi dizionario possiamo facilmente trovarne la definizione, e fra quelle queste che più mi ha colpito, poiché servirà a capire più avanti alcune fasi di analisi, è questa: -che esiste in sé indipendentemente dalla capacità conoscitiva dell’uomo-. In una realtà che per certe sfaccettature può ricordare un incubo, più che a un bel sogno, dovuto all’eccessivo livello di stress, da precarietà e insicurezze. Sembrerebbe quasi scontato voler, almeno per poco, scappare da questa realtà-incubo, ma qui sorge il dubbio: fuga dalla realtà, ma come? Beh, la maggioranza delle persone di primo acchito rispondere con l’uso di sostanze psicoattive, sia organiche sia sintetiche. Ma se l’uso di stupefacenti volessimo lasciarlo solamente ai “cattivi bambini” i “buoni” come fuggirebbero dalla realtà? A questa domanda, logicamente, non ci si può aspettare una sola risposta, ma il mio parere si focalizza su due in particolare: l’arte nelle sue molteplici forme (poesia, musica ecc…) e la realtà virtuale. Trovandoci nell’era del Web 2.0 preferisco soffermarmi sulla seconda risposta e argomentare l’uso e abuso della realtà virtuale come mezzo di massa per la fuga dalla realtà. Per definizione la realtà virtuale (da adesso RV) è -è il termine utilizzato per indicare una realtà simulata, creata attraverso l’uso del computer.- purtroppo data l’arretratezza delle nostre tecnologie, intendiamo con RV anche qualsiasi tipo di simulazione virtuale compresi videogiochi che sono visualizzati su un normale schermo. Quindi data la larga diffusione di computer e di connessione internet è facile evadere dalla realtà con un videogioco; ma i neofiti si chiederanno quali danno la possibilità di immergersi in un “mondo virtuale”, la risposta questa volta è una sola: i MMORPG Massive Multiplayer Online Role-Playing Games (per chi non masticasse bene la lingua d’Albione la traduzione è giochi di ruolo di massa multi giocatore in rete). I MMORPG permettono di crearsi un alter ego virtuale, in gergo Avatar, e di renderlo pubblico online ad altri utenti del videogioco, ne esistono con ambientazione fantasy, come World of Warcraft, o che rispecchio la nostra civiltà, ne è un esempio Second Life. I due titoli da me citati nella community di internet hanno avuto un boom di utenti negli ultimi anni colossale, riporto alcuni dati: Second Life (SL) conta 12 milioni di utenti registrati, mentre World of Warcraft (WoW) 10 milioni di giocatori iscritti al suo mondo virtuale. Leggendo questi dati mi sono posto alcune domande: Chi cerca di evadere dalla realtà? Cosa trova entrato nel mondo virtuale? e perché preferisce i mondi virtuali alla realtà? Rispondiamo con ordine numerico. Alla prima possiamo ipotizzare una risposta: chi cerca di evadere dalla sua vera realtà è colui che non ne è soddisfatto, quindi persone, sia maschi che femmine in egual numero, stressati sia dalla scuola sia dal lavoro, e che mancano di autostima, poiché preferisco nascondersi dietro un Avatar per socializzare. Quindi il profilo medio di un giocatore di MMORPG potrebbe essere: uno studente o lavoratore dai 16 ai 30 insicuro di sé, che sentendo da alcune voci l’esistenza di questi mondi virtuali se ne appropria per rifarsi di ciò che non potrà mai avere nel mondo reale. Alla seconda domanda posso rispondere oggettivamente solo dopo aver provato di persona questi giochi; dopo essersi procurati una copia del gioco ed averlo installato si può da subito immergersi nel mondo virtuale. Sia in SL sia in WoW è possibile creare un Avatar secondo le proprie aspettative, è naturale che una persona che nella realtà si sente rifiutata a livello estetico , altezza,aspetto fisico etc.., creerà un suo Alter ego che rispecchi i suoi desideri estetici. Creato il nostro corrispettivo online è possibile accedere al mondo virtuale e incontrare e socializzare con gli altri utenti. Fin qui può sembrare tutto normale, ma se si esagera? Si può cadere nella dipendenza e non distinguere più la differenza tra mondo virtuale e reale. E qui iniziano i problemi; se il mite studente o lavoratore inizia a preferire il mondo virtuale alla realtà può diventare un MMORPG-dipendente con i sintomi da dipendenza: ansia,depressione e classici sintomi astinenziali. Può capitare infatti che il “bisogno” saltuario nato da una semplice curiosità di fuga dalla realtà cada in qualcosa di più grave, l’individuo infatti arriva persino a impersonarsi solamente al suo alter ego rifiutando la sua persona reale. Le ore di gioco aumentano e diminuiscono quelle destinate alle attività sociali della realtà, che porta quindi all’esclusione dell’individuo dalla società; sentendosi sempre più rifiutato dal mondo decide di dedicarsi completamente al gioco e arrivando persino a trovare l’”amore” in un altro utente. Credo dunque che più che una moda l’evasione dalla realtà sia un “bisogno” ,che se gestito male, può provocare gravi conseguenze sia a livello sociale sia a livello mentale di una persona. Il concetto di moda in questo campo, i MMORPG, è riscontrabile solo dal tipo di videogioco scelto, io ne ho citati solo due ma ne esistono centinaia. Rimane solo una domanda che non ha avuto riposta: perché? La risposta racchiude in se un po’ tutto il succo della questione “fuga dalla realtà”, credo infatti che questo bisogno nasca dalla società che seleziona, per la sua elite di fortunati e felici, solamente soggetti solamente dal punto di vista dell’estetica escludendo quegli individui che ,a loro malgrado, non hanno come punto di forza la bellezza o l’aspetto fisico in generale. Poiché queste persone deluse dalla società ,di cui facevano parte, preferiscono crearsene una loro tramite la realtà virtuale. Concludo con una citazione di un anonimo scrittore:” La realtà è quella cosa in cui quando smetti di crederci, non sparisce.” Questo per dire che anche se è dura vivere in una società narcisista , rinnegando la propria immagine dietro uno schermo, sarebbe comunque inutile poichè prima o poi si deve far sempre conto alla realtà.

A voi i commenti.


Azioni

Informazione

Lascia un commento

Puoi usare questi tag : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>